PIZZA IN TEGLIA CLASSICA – la mia prima esperienza
Alla domanda “che si magna stasera?” io rispondo “una pizza in teglia classica”.

Perché no? Una bella pizza in teglia, non sottile e non alta, medio spessore, realizzata in poche ore e allo stesso tempo ultra digeribile. Non la ho mai provata ma se non si comincia, non si può imparare no??? E allora mi son etta “affronta la paura e buttati, falla ste benedetta pizza!”

E per cominciare ho scelto di testare una ricetta di pizza classica in teglia. Una pizza buona, una pizza sana, una pizza che ciascuno può personalizzare a piacere con topping di suo gusto.
Allora cosa stiamo aspettando? L’ora di cena si avvicina…

Le dosi che ora vi indico sono per questa teglia TEGLIA. E ve la raccomando perché essendo antiaderente cuoce bene e la roba si stacca anche senza bisogno di annegare di olio la base. Una cosa che mi ha lasciato piacevolmente sorpresa, dato che ero abituata a teglie di alluminio in cui focacce e simili si incollano in men che non si dica e che poi sono dolori a staccare…
cosa ci serve per la nostra pizza classica in teglia

350 farina 240/250w ( e mi fermo subito. Occhio ai w. È un limite massimo. Se vogliamo fare una pizza in poche ore che sia pure digeribile o stiamo su questo w o non se ne parla. Più forte la farina e meno digeribile la pizza)
3,3 malto
4/5 lievito (ovviamente meno lievito mettete e più tempo impiega a crescere, ma allo stesso tempo è più digeribile. Vedete voi. Con una dose compresa tra 4 e 5 grammi ottenete un buon compromesso tra tempo e digeribilità. Io ne ho messi 4,5 grammi. Ma attenzione, come dico sotto regolatevi anche con le temperature perchè se è estate e fa caldo le lievitazioni sono più veloci)

230 acqua ( 200+30)
8 sale
15 olio
Prima cosa: dove lavorare. Se vedete le dosi siamo a livello puffo. Io ho provato a usare la spirale- la mia amata Ipbake 6 – ma ammetto è stata dura. Una nano dose così si incolla a terra, si perde nella ciotola. E allora forse è meglio lavorare in planetaria col gancio.

Vedete voi. Unica cosa certa non sognatevi di ridurre le quantità, questo è un impasto mignon non ulteriormente riducibile. Tantomeno se volete usare la spirale. Invece se volete potete aumentare la dose e e fare più teglie, quello si.. Vi ho detto questa è la mia prima pizza e siccome mi sento sempre più sicura in spirale, beh, io ho usato quella.
come si lavora
Come si fa? Incordiamo farina, malto, lievito e la prima dose di acqua. Poi uniamo il sale e la residua acqua, in due tempi. In ultimo olio a filo.
Io essendo in estate ho usato acqua gelida di frigo e nonostante ciò ho chiuso a 25,7 gradi. Quindi voi regolatevi sulle temperature che avete. Solo non cuocete la pasta già nell’incordare. Cercate di uscire dalla macchina – planetaria o spirale che sia- tra i 24 e i 26 gradi.

L’impasto dura pochi minuti comunque. E vedrete che è abbastanza appiccicosa, ma incordata, regge.
la prima lievitazione in mastello
Fate un paio di pieghe sul tavolo e poi la mettiamo in un contenitore unto, segniamo il livello e la portiamo al raddoppio. Coperta ovviamente con pellicola.

Qua i tempi dipendono da tante cose. Quanto lievito avete messo, a che temperatura avete chiuso l’impasto e da quanti gradi avete in casa.

Io qua ho fatto il mio primo errore: non ho considerato che siamo i estate e ci sono 30 gradi e più. Ho messo 4,5 grammi di lievito e ho chiuso a 25,7 gradi, in casa ho 30 gradi ( è estate). Queste sono condizioni un po’eccezionali in effetti. A pensarci – o se avessi avuto precedenti esperienze- avrei sicuramente messo meno lievito considerata la temperatura estiva. In effetti avrei voluto che viaggiasse leggermente più lento in modo di dare tempo alla farina di “autodigerorsi il più possibile.

Ma essendo la mia prima pizza in teglia mi sono affidata i canoni normali e devo dire che -complici i 30 gradi – è viaggiato velocissimo. come fare? beh, visto che volevo che almeno due ore in mastello me le facesse ( a scopo di renderla ultra digeribile) beh, quando ho visto che stava partendo in quarta o anche in quinta la ho ficcata in frigo per frenarla. E in effetti la ho rallentata ben bene.
A posteriori quindi vi dico: se avete un caldo assurdo in casa abbassate il lievito a 3, massimo 4 grammi o vi schizza come un siluro. Non che sia un errore, la pizza è digeribilissima ugualmente, ma se avevate calcolato di averla pronta per cena, beh, finisce che vi viene matura con un bell’anticipo sui tempi.. Tutto qua.


Comunque una volta che siete arrivati al doppio nel vostro contenitore è il momento di formare il panetto
la seconda lievitazione: il panetto
Quando la nostra pasta è raddoppiata la rovesciamo sul tavolo, e aiutandoci con uno spolvero di semola per non far attaccare le diamo la forma classica a panetto. Una pirlatura leggera. E anche qua è la mia prima volta. Quindi la hofatta forse un po’ troppo rilassata. Ma va bene comunque. Devo pur imparare no?


E a questo punto la lasciamo rilassare ancora una oretta. Sempre considerando le temperature. Se avete 30 gradi in casa il tempo si accorcia. Io – visto che in più la avevo formata un po’ larga, senza stringere – mi sono aiutata col frigo e quando ho visto che “correva” ho ficcato la mia cassetta in frigo.
Come capire quando è il momento giusto? La prova del dito. Se toccate la pasta e il dito con la pressione fa una conca ma torna indietro lentamente ecco ci siete, vuol dire che ha aria ma ha ancora spinta. E che è il momento perfetto per fare la stesura e cuocere.

Se invece resta un buco e basta, non torna indietro nulla, vuol dire che siete andati oltre, significa che la pasta non ha più la forza di spingere.
Comunque una volta formato il panetto lo mettete in una delle solite cassette da pizza che trovate anche su amazon qua CASSETTA, cassetta che ho ovviamente spolverata di semola altrimenti si attacca tutto e fate un casino.

Intanto ungete la teglia, almeno un filo di olio, che serve comunque anche se antiaderente.

stesura e cottura
La pasta è rilassata e cresciuta? Bene ora la stendiamo su semola. E occhio, ho detto semola. Da una croccantezza che la farina non da. Se volete un consiglio invece che inondare la casa di semola, mettetela in una teglia, un contenitore jolly. Ci stendete la vostra pallina e almeno non vi va polvere in tutto il piano (o quantomeno ve ne va in giro meno)

E una volta stesa la mettiamo in teglia cercando di tirarla ancora a coprire tutto. E anche qua essendo la mia prima volta lo ho fatto in malo modo ma confesso che ero terrorizzata di spaccarla, di lacerare o di fare casini. Vpoi cercate di fare una stesura regolare…

E condiamo, con pomodoro, generosamente. O meglio, io al pomodoro unisco sale e un goccio di olio. Ma qua va a gusti ovviamente. Quanto pomodoro? io ne ho messi 330 grammi, mescolati a un goccio di olio e sale. E direi che meno no, semmai di più ce ne starebbe.
E poi via in forno. Temperatura 250 statico, ripiano basso. Tempo… 10 minuti ma occhio, ogni forno è a sè. Io ad esempio ho usato una funzione, la funzione PIZZA che genera calore dal basso e posteriore. Se la avete beh, usate quella ovviamente o fate delle prove e vedete che vi piace di più.

Poi la estraiamo dal forno e completiamo il condimento. Qua sbizzarritevi, scegliete i topping che vi piacciono. Io ho fatto una semplice mozzarella a julienne ( circa 100/120 grammi) ma potete mettere verdure, altri formaggi, fate voi.

E completiamo la cottura 2/3 minuti. Tempo che il formaggio fonda.


Et voila, pizza in teglia classica fatta.
La mia prima pizza, mi sento emozionata.
Poco tempo e poco sforzo. Grazie alla nostra farina debole.


Che ne dite? Bella e buona ve lo dico io.
Una cena perfetta in poco tempo.

Gli ingredienti ve li ho detti, la storia della mia avventura, la mia prima volta con un impasto pizza, ve la ho raccontata, la teglia e la cassetta ve la ho linkata…. Io il mio lavoro lo ho fatto. Ora tocca a voi!


Io posso solo dire che sono ultra contenta: ero terrorizzata, non avevo MAI MAI MAI fatto una pizza. Certo, non è perfetta, non è bellissima. Ho taaaanto da migliorare. La stesura ad esempio. Ma ho capito un sacco di cose: intanto la gestione del lievito con le temperature, poi come si forma un panetto, e come capire se è pronto per la stesura. Ancora mi rendo conto che devo migliorare la formatura appunto, i classici buchi. Poi mi son fatta una idea degli spessori in rapporto alla teglia, e ho visto che la teglia funziona, funziona bene. Una altra mia grande paura, si staccherà o si incollerà??? E invece teglia promossa a pienissimi voti. Ho provato la funzione cottura pizza, mai usata prima. Ho capito le dosi di condimento che ci vanno su una teglia così. Insomma come “imparaticcio” devo dire che è stato formidabile.
Per cui se questo è solo il primo esperimento beh, di molto migliori ne seguiranno.
E intanto….Buona pizza in teglia classica a tutti!

