STRUDEL & NO FICO NO PARTY – g.l. estivi
Strudel e No fico no party , due nomi idioti per due lievitati extra golosi.

Ci sto prendendo gusto…
Allora, impastare panettoni in estate è dura, le temperature alte rendon tutto più complesso, ma quando li vedi li, a testa in giu, e quando poi li assaggi… beh cavolo, vale vale davvero la fatica.
E mi sto allenando a creare ricette nuove.
Ma come sono questi due, Strudel e No fico no party?
Strudel lo dice il nome stesso : richiama il celebre dolce trentino. Impasto aromatizzato alla mela, mele candite e gelatine, uvette ammollate nel ruhm. Niente cioccolato, stavolta proprio non ci sta. L’impasto è delicatamente aromatizzato alla cannella, in pieno stile sued tirol.

Il suo fratellino No fico no party è una cosa nuova, che mi son inventata li per li. Avevo fichi bianchi canditi e – assaggia che ti assaggia – ho deciso di abbinarli a uvetta al ruhm e un cioccolato alla mandorla. L’impasto è leggermente aromatizzato con un mix di cannella, noce moscata e chiodi di garofano, dal sentore di fico, e vaniglia

Come sono nati?

Come al solito primo impasto fatto di pomeriggio e messo a lievitare una notte. E già qua nascono i guai. Col caldo chiudo calda, la lievitazione è accelerata…e per di più siccome prima ero a lezione di yoga ho impastato in ritardo e devo capire come fare a farlo crescere per una ora decente.
E in estate i lieviti viaggiano veloci … insomma una serie di dubbi amletici tanto che ci si trova a controllare più volte di notte per essere sicuri che non vada oltre.
E al mattino via al secondo impasto.
Incordare… anche qua bello complesso. Col caldo arrivare a superare i 26 gradi è un attimo… e l’impasto è molto più fluido, sudato pure lui.

In qualche maniera, nn so come, riesco a tirarli fuori dalla vasca. Uno alla volta. Prima Strudel e poi No Fico no party.
Loro crollano sul tavolo, io sullo sgabello. Che sudata ragazzi!

Adoro questo momento, in cui la pasta giace sul tavolo e si rilassa, si rilassa lei e io…
I canditi, le gelatine, la pasta che si tende….
Ma niente riposo. Bisogna dar la pappa al picccolo Otto, metter l’alcool neio sacchetti, pulire la spirale, che è una vera sofferenza… insomma chi si ferma è perduto.
Puntata, pezzatura a seguire, sempre sui 580 grammi perché in estate è sacrilegio glassare.
E poi si pirla e si mette a lievitare. Pirlatura a tarocco. Con impasti così mosci è impossibile andare a mano.

Ma fino al pirottino ci arriviamo.

E qua le ore passano… crescono? Non crescono? Avrò sbagliato? Avrò bilanciato male???
Ossignur…
E invece vengono a maturazione, lo stecchino tocca a pasta… ci siamo. Anche prima del solito perché col caldo che fa… se in inverno stanno a 26 gradi in cella, adesso sul tavolo sono a 28 e mezzo…e quindi con ampio anticipo arriviamo al fatidico momento cottura
Incidiamo, ormai anche se non sarò mai brava li taglio senza paura, ho capito che con il mio lievito crescono anche con un taglio fatto male.
E iniziamo a sudare, ore davanti al forno, in fila… mentre i fratelli aspettano in frigo il momento per essere infornati. Si, in frigo… devo pur bloccarli no???
E alla fine, dopo ore estenuanti di cotture, eccoli, Strudel e No fico no party.

Belli e profumati, soffici come non mai.

Provare per credere. Non vi rilascio le ricette, vi annoierei e basta con liste di ingredienti. Chi è interessato mi scriva in privato.
Ma intanto resta il fatto che i lievitati estivi, con tutte le loro difficoltà, danno ancora più soddisfazione!!!
Buoni Strudel e No fico no party a tutti!

